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Media Belgi, Danesi, Svedesi E Polacchi Ci Hanno Contattato Per Approfondire Le Circostanze Post Covid-19

Foto di Annie Drew.

Il giornale danese Information, insieme al belga De Standaard, allo svedese Dagens Nyheter e al polacco Rzeczpospolita si sono messi in contatto con We are here Venice per esaminare il cambiamento di prospettiva della città dopo che l’epidemia da Covid-19 ha costretto a grandi mutamenti nella maniera in cui questa opera.

Questa pandemia è un’opportunità per cambiare Venezia,” afferma Jane Da Mosto di We are here Venice, ONG che lavora per assicurare alla città un futuro più sostenibile. “Se desideriamo salvare Venezia, questo è il momento per farlo. Sappiamo di essere stati eccessivamente dipendenti dal turismo, e ora abbiamo la possibilità di modificare lo stato delle cose. Se non dovessimo riuscirci, quel che ci rimarrà sarà una città morente che scompare sotto orde di turisti. – Information

La ONG We are here Venice ha sviluppato buone collaborazioni con gli uffici tecnici dell’amministrazione comunale. “Lavoriamo bene con il Centro Maree”, racconta Jane Da Mosto, citando un esempio concreto. “In un punto strategico della città siamo riusciti a ripristinare l’attrezzatura che misura il livello dell’acqua. Non funzionava da tre anni, perché il palo in legno sul quale era applicata era iniziato a marcire nell’acqua. Tuttavia, le ambulanze e le barche antincendio hanno bisogno di conoscere il livello esatto dell’acqua per capire sotto quali ponti possono passare e sotto quali no. Con questo tipo di iniziative possiamo aiutare la città. Colmiamo le lacune – letteralmente e in senso figurato.” – De Standaard

VENEZIA. I canali limpidi e le calli vuote. Con il Covid-19 che ha fermato i visitatori, gli abitanti di Venezia hanno potuto ammirare la loro città secondo una nuova luce. Ora sperano che la pandemia possa rivelarsi il punto di partenza per una rinascita di Venezia – che superi il turismo di massa. – Dagens Nyheter

A Venezia bisognerebbe incoraggiare i turisti a fermarsi più a lungo, così che possano vivere la città più intensamente. Questo tipo di turismo più lento offrirebbe un miglior coinvolgimento fra visitatori e residenti, riducendo le pressioni sulle delicate infrastrutture cittadine legate al gran numero di turisti giornalieri. – Rzeczpospolita

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