Un delfino solitario è presente nel Bacino di San Marco dall’estate del 2025, schivando l’intenso traffico e godendo di una ricca disponibilità di pesce dell’Adriatico. Molte persone hanno assistito alla visione della creatura elegante che scintilla tra le onde, incorniciata da un’architettura spettacolare.
Il Museo di Storia Naturale di Venezia e il Cetacean Strandings Emergency Response Team dell’Università di Padova stanno monitorando il benessere dell’animale, fornendo le necessarie indicazioni sulle misure di sicurezza. Tuttavia, non è ancora stato messo in evidenza un aspetto specifico e cruciale di questa vicenda, che riguarda la salute della laguna e ciò che la presenza del delfino ci dice al riguardo. I delfini infatti sono creature marine che vivono in acque profonde, dove appartengono a una rete trofica che è caratteristica delle stesse. Una laguna, separata dal mare da isole barriera, è una zona di transizione all’intersezione tra sistemi marini ed estuarini, caratterizzata da acque relativamente basse e fangose e da un’ecologia completamente diversa.

Le lagune sono inoltre ambienti effimeri che, nel tempo, o si interrano a causa dell’accumulo dei sedimenti fluviali, estendendo progressivamente la terraferma, oppure subiscono processi di erosione e finiscono per fondersi con il mare adiacente. La città di Ravenna, ad esempio, oggi si trova a diversi chilometri dal mare, ma un tempo fu la capitale costiera dell’Impero Romano d’Occidente (nel V secolo). Con il passare del tempo, i sedimenti trasportati dai fiumi si sono accumulati formando una vasta area di nuova terra emersa che oggi la separa dalla costa.
A Venezia, invece, lo sviluppo urbano e gli interventi sulla laguna, in un arco di tempo analogo, hanno modificato le interazioni tra forze fisiche come maree e onde, i sedimenti e le dinamiche ecologiche, garantendo la permanenza della laguna e di tutte le sue funzioni. Oltre 500 anni fa, i principali fiumi furono deviati per limitare l’accumulo di sedimenti nella laguna di Venezia. L’espansione del porto, soprattutto dalla fine del secolo scorso, ha intensificato la perdita di sedimenti e ha avviato la laguna verso una traiettoria di “marinizzazione”, illustrata in modo più che evidente dall’arrivo del delfino in città. Per quanto sia del tutto naturale provare affetto per un delfino, non è appropriato amare i delfini in laguna.
Migliorare la salute della laguna deve essere una priorità per Venezia. Dopo molti anni, l’erosione causata dal principale canale di navigazione sta finalmente venendo affrontata e We are here Venice sta portando avanti progetti che dimostrano l’efficacia di approcci innovativi basati sulla natura per la ricostruzione, il ripristino, il monitoraggio e la gestione delle barene. Al posto dei delfini, possiamo celebrare l’espansione della popolazione svernante dei fenicotteri in laguna, in base al più recente censimento coordinato da Alessandro Sartori e Emanuele Stival.
