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Conversazioni Globali Sul Tema Della Giustizia Ambientale

Nel quadro della collaborazione di We are here Venice con il Padiglione Nazionale Antigua & Barbuda alla XVI Biennale di architettura, WahV aiuta a curare i programmi pubblici ed educativi. Il Padiglione Nazionale inaugurale Antigua e Barbuda esplora i temi della giustizia ambientale come diritto civile.

Una serie di videoconferenze che vede coinvolti studenti di Venezia, New York, Antigua e Barbuda ha aperto il Programma studenti. Non è stata un’impresa da poco coordinare queste sessioni (per via dei diversi fusi orari!) ma ne sono nate delle discussioni davvero interessanti tra gli studenti.

La prima discussione di lunedì 9 aprile aveva come punto di partenza l’esperienza personale degli studenti, cosa implicasse per loro vivere su un’isola e in che misura questo influisse sulla loro vita quotidiana. Sono passati poi al confronto delle esperienze personali e ad alcune riflessioni sul cambiamento climatico. Ai partecipanti è stato chiesto cosa significasse per loro giustizia ambientale e cosa dovrebbero fare i politici a riguardo. E’ emerso un riconoscimento unanime  sul fatto che l’impatto del cambiamento climatico fosse sentito molto da vicino in tutti i casi. Sono stati fatti gli esempi specifici dell’acqua alta a Venezia, sempre più frequente, più grave e fuori stagione, delle ondate di maltempo a New York e, più recente e devastante, dell’uragano Irma ad Antigua & Barbuda.

Gli studenti di Antigua hanno sollevato l’importante questione della colpevolezza, facendo riferimento alle emissioni di gas serra degli Stati Uniti rispetto al contributo trascurabile della loro isola. Hanno anche sottolineato gli sforzi da parte dei governi per affrontare il cambiamento climatico, citando esempi quali il divieto di Antigua di usare contenitori di polistirolo e sacchetti di plastica. Gli studenti della New School di New York hanno parlato degli sforzi del loro Governo per introdurre il divieto dei contenitori di polistirolo, anche se questi sforzi sono stati contesati e poi contrastati con successo dalla catena Dunkin’ Donuts.

Gli studenti hanno concluso che spesso le questioni vengono politicizzate e che i politici di carriera non affrontano il cambiamento climatico perché si concentrano sulla raccolta di voti a breve termine. Perciò i politici devono essere tenuti responsabili e chiamati ad agire. Tutti gli studenti erano d’accordo sulla necessità di cambiare mentalità e comportamento, soprattutto se si considera che le conseguenze del cambiamento climatico non sono distribuite uniformemente e che quindi tutti i cittadini della terra hanno bisogno di protezione dai rischi ambientali e di leggi forti in materia ambientale.

Infine, gli studenti hanno scambiato idee sui cambiamenti che possono essere realizzati a livello individuale, quali ridurre il consumo di energia, riciclare, usare i trasporti pubblici, usare prodotti riutilizzabili, mangiare cibo di stagione e locale, incoraggiare la transizione al vegetarismo, educare se stessi e gli altri, partecipare a campagne a livello di base, sensibilizzare ed essere proattivi in questi sforzi globali.

È in corso di preparazione un video per il Padiglione Nazionale con gli estratti delle discussioni e maggiori dettagli.

Il prossimo evento in programma è lunedì 28 maggio: sessione Meetings in Architecture di Antigua & Barbuda alle 14.30 al Teatro piccolo. Verrà presentata da due studenti del Liceo Classico Marco Foscarini per riflettere sulle videoconferenze.

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